Legambiente

Rocca di Papa

No all'Inceneritore di Albano

14/03/2009 - NO ALL'INCENERITORE DI ALBANO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

SABATO 21 MARZO DA PIAZZA MAZZINI ALLE 15,30 CORTEO

È da tempo che si cerca di imporre alla popolazione dei Castelli Romani la costruzione di un mega impianto di gassificazione dei rifiuti,ovvero un inceneritore che produrrà diossine, nano polveri e altriveleni inquinanti per la salute e il territorio. 

Un impianto da costruire nel comune di Albano nell'area della discarica di Roncigliano, che non risolverà il problema dei rifiuti ma bruceràquelli più riciclabili ostacolandone la differenziazione e lariduzione, ma che ci regalerà il collasso definitivo delle faldeidriche. 

I responsabili di questo attacco sono ben noti:
l'avv.Cerroni, ras della gestione dei rifiuti nel Lazio;
il suo interlocutore principale in regione l'assessore Di Carlo;
il presidente Marrazzo e suoi scudieri, le aziende AMA e ACEA fortemente partecipate dal Comune di Roma, dall'ing. Caltagirone uomo di Berlusconi, oltre che da multinazionali come Suez-Gaz de France.
I recenti clamorosi arresti di decine di dirigenti dell'inceneritore di Colleferro chiarisconobene come vengono gestiti questi impianti.
Pneumatici, rifiuti tossicie speciali garantiscono più facilmente il raggiungimento delle altetemperature necessarie al funzionamento di queste "meraviglie" dellatecnica;
se poi vengono scaricate sugli abitanti, più o meno vicini, leschifezze più orrende, non c'è problema , basta taroccare i dati;
tanto controlli e software sono nelle mani di chi brucia. 

I controlli pubblici arriveranno solo dopo e solo se il diavolo ci mette la coda:
più spesso non arriveranno mai.
La lotta contro l'inceneritore di Albano, come quella contro tutti glialtri impianti del genere, non è solo lotta contro la mala gestione deirifiuti che potrebbero essere trattati "a freddo" in impianti TMB comece ne sono in Italia, ma è da subito lotta contro l'autoritarismo politico ed economico che massacra la natura e le persone che la vivono. 

Le popolazioni hanno messo in campo i più diversi tentativi di bloccare l'impianto:
manifestazioni e presidi informativi in tutta l'area provinciale, controvalutazioni alla VIA, esposti al tribunale e alla ASL sulladiscarica e la situazione delle falde, poi anche il ricorso al TAR.
Infatti la prima VIA del marzo 2008 era stata negativa;
poi però quasiper magia Cerroni, Di Carlo, Marrazzo sono riusciti a torcere quelprovvedimento fino a farlo diventare positivo. 

L'ultimo passaggio autorizzativo ci sarà il prossimo19 marzo quando si riunirà la conferenza dei servizi, composta daRegione, Provincia, ASL RMH, Comune di Albano, Comune di Ardea.
Le poche persone che siederanno a quel tavolo decideranno su di noi e il nostro territorio.
La ASL e i comuni di Albano e Ardea si sono espressi ultimamente control'inceneritore.
Ma le altalene di questi organi sono note ai più:
manterranno la posizione o prevarranno ricatti o privati interessi?
In tanto lungo il sito già sorge una recinzione senza che si sia aspettato l'esito del ricorso al TAR e della stessa conferenza dei servizi. 

Se non saremo in grado di respingere il pericolo, ci toccherà certamente la stessa sorte di Colleferro.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

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